Gli scenari del 2020 fra innovazione e guerre commerciali

L’anno appena trascorso si è chiuso con molte novità e con una serie di annunci che potrebbero rendere il 2020 un anno di svolta.
Tra le novità, per esempio, la possibilità di presentare domanda per il sostegno a progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale che rientrano nell’ambito del Piano Strategico Nazionale e degli Accordi di innovazione per la Space Economy e, soprattutto, la possibilità di richiedere il Voucher per l’Innovation Manager, figura che ha il compito di sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale, aprendo le aziende alle idee che arrivano dall’esterno. Le misure annunciate per il 2020 sono descritte più in dettaglio nell’articolo di approfondimento.
Per quanto riguarda il quadro internazionale, vi è la spinosa questione dei dazi reciproci fra Stati Uniti e Cina. L’accordo in via di definizione riguarda soprattutto i trasferimenti di tecnologia, la proprietà intellettuale, i prodotti alimentari e agricoli, i servizi finanziari e l’espansione del commercio. Stando alle dichiarazioni ufficiali, gli Stati Uniti si sono detti d’accordo ad abbassare le tariffe sui prodotti cinesi. La Cina ha reagito di conseguenza, annunciando la sospensione dei dazi previsti contro gli Usa. Nello stesso tempo, però, Pechino punta all’autosufficienza digitale entro il 2022 con lo stop a software e PC di produzione straniera nei suoi uffici pubblici. L’Unione europea sta alla finestra, ma se dovesse scoppiare un conflitto a colpi di dazi, le economie europee sarebbero tra le più colpite, perché fortemente orientate all’export. Ecco perché, come ha ribadito recentemente il vicepresidente della Commissione Europea, l’Ue deve riaffermare la centralità delle istituzioni multilaterali come sede nelle quali risolvere le controversie tra Paesi.

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